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Il Comune di Stresa ha vinto in appello contro Ferrovie del Mottarone. Si tratta della società che gestiva l’impianto funiviario di Stresa e chiedeva oltre un milione di euro al Comune. Ma la Corte d’Appello di Torino ha bocciato la richiesta. La vicenda riguarda il contributo, previsto da contratto, che l’amministrazione comunale di Stresa versava alla Ferrovie del Mottarone per la revisione e la gestione dell’impianto funiviario ma che era stato interrotto all’indomani dell’incidente. I giudici torinesi, con la sentenza del 3 dicembre scorso che ricalca la decisione già assunta dal tribunale di Verbania, hanno sostanzialmente confermato che il contributo comunale era contrattualmente legato all’adempimento degli obblighi assunti dal concessionario, in particolare quelli relativi alla gestione, alla manutenzione e alla sicurezza dell’impianto, e che stante l’accaduto il credito vantato non poteva essere riconosciuto. La corte ha anche condannato al pagamento di oltre 18mila euro di spese legali la società Ferrovie del Mottarone, il cui titolare, Luigi Nerini, lo scorso autunno ha patteggiato tre anni e dieci mesi nel processo per l’incidente del 23 maggio 2021 costato la vita a 14 persone. "La sentenza della Corte d’Appello di Torino rappresenta un punto fermo di verità e di giustizia su una vicenda complessa e dolorosa - è il commento della sindaca di Stresa, Marcella Severino -. I giudici hanno confermato che il Comune di Stresa ha agito correttamente, nel rispetto dei contratti, della legge e soprattutto dell’interesse pubblico quando ha bloccato il trasferimento economico annuale di oltre 143.000 euro a favore di Ferrovie del Mottarone. Questo significa aver evitato un esborso di oltre un milione di euro che sarebbe ricaduto sull’intera collettività". Quel giorno, il 23 maggio di 4 anni fa, intorno all’ora di pranzo, arrivò la notizia di un incidente che aveva coinvolto la cabina numero 3 della funivia del Mottarone, a Stresa, sulla sponda Piemontese del Lago Maggiore, nel Verbano Cusio Ossola. In quel momento, infatti, proprio a bordo della cabina che stava per entrare nella stazione di monte in vetta al Mottarone, c’erano 15 persone. Tutto si è svolto nel giro di pochi secondi: prima c’è stato un cedimento strutturale della fune traente. Poi la cabina, dopo un rimbalzo molto brusco, ha cominciato a tornare verso valle a velocità sostenuta, quindi, arrivata all’altezza di uno dei piloni del tracciato, si è sganciata dalla fune portante e, dopo una caduta di più di 20 metri, si è schiantata al suolo. L’epilogo sarà drammatico: quattordici morti e un solo sopravvissuto.

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