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La Procura di Verbania ha presentato appello contro la sentenza emessa a novembre scorso nel caso di un’aggressione avvenuta a fine 2024, in cui un uomo di 64 anni aveva colpito con due bottiglie di acido muriatico la sua ex nel salone da parrucchiera dove lei lavorava. Lo stesso ricorso è stato depositato dal legale della vittima, l’avvocato Mario Di Primio.

In primo grado, in rito abbreviato, l’uomo era stato condannato a tre anni di reclusione, pena richiesta dall’accusa, ma il giudice aveva modificato le imputazioni, qualificando il reato come tentate lesioni gravissime anziché tentata deformazione dell’aspetto e le minacce al posto dello stalking. La Procura contesta questa riqualificazione e chiede che i fatti tornino alla formulazione iniziale. L’avvocato della donna ha inoltre chiesto che venga riconosciuta la premeditazione, esclusa nella sentenza di primo grado.

L’aggressore, dopo aver trascorso sei mesi in carcere e altrettanti agli arresti domiciliari, è attualmente libero ma sottoposto a sorveglianza speciale con braccialetto elettronico, per permettere alle autorità di monitorarne gli spostamenti.

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