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Per sfuggire alle aggressioni del marito era arrivata a dormire all’aperto, anche nei mesi più rigidi dell’inverno, insieme ai figli ancora minorenni. È il drammatico quadro emerso dalle indagini che hanno portato il tribunale di Torino ad accogliere la proposta avanzata dal questore, disponendo la sorveglianza speciale nei confronti di un uomo di 50 anni, ritenuto responsabile di oltre dieci anni di maltrattamenti in ambito familiare.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, la donna e i ragazzi erano costretti più volte a lasciare l’abitazione durante la notte per sottrarsi alla violenza. In alcune occasioni sarebbero fuggiti con vestiti leggeri, se non addirittura a piedi nudi, trovando riparo sulle panchine di un giardino vicino e attendendo l’alba prima di rientrare, quando l’uomo si era ormai calmato. L’indagato avrebbe inoltre imposto un totale isolamento alla famiglia, impedendo qualsiasi contatto con parenti e amici.

Tra gli episodi finiti sotto la lente degli investigatori figura anche l’utilizzo di armi soft air all’interno dell’abitazione, con colpi sparati contro muri e arredi. In un caso, l’uomo avrebbe obbligato uno dei figli minorenni a prendere dal frigorifero cosce di pollo per usarle come bersagli durante le esercitazioni di tiro. Non sarebbero mancati nemmeno atti intimidatori nei confronti della figlia ormai maggiorenne, raggiunta sul posto di lavoro nel tentativo di farla licenziare.

Alla luce della gravità e della reiterazione delle condotte, il tribunale ha disposto nei confronti del cinquantenne la sorveglianza speciale per la durata di un anno e sei mesi. Il provvedimento prevede anche l’obbligo di intraprendere un percorso di recupero per autori di violenza e di seguire un programma di disintossicazione dall’alcol presso una struttura del Serd.

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