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Alex Manna ha confessato. Davanti agli investigatori, il giovane ha ammesso di avere colpito Zoe Trinchero, 17 anni, durante una lite: «Le ho dato un pugno, forse più di uno. Non so perché. Non l’ho spinta nel canale, l’ho lasciata cadere». Parole che non chiariscono ancora se Zoe, 17 anni, avrebbe potuto salvarsi se fossero stati chiamati i soccorsi. Il corpo della ragazza è stato recuperato nella notte tra venerdì e sabato in un rio a Nizza Monferrato, nell’Astigiano. Subito dopo l’aggressione, Manna è fuggito a casa della fidanzata per cambiarsi, poi è tornato dagli amici. A loro e ai carabinieri ha raccontato una versione inventata, accusando un trentenne conosciuto in paese, un musicista di origine africana. L’uomo, estraneo ai fatti, ha rischiato il linciaggio da parte di una trentina di amici di Zoe radunatisi sotto casa sua, prima che i carabinieri lo portassero via per proteggerlo. La ricostruzione della serata parte dal Bar della Stazione, dove Zoe aveva finito il turno alle 21. Aveva raggiunto un gruppo di amici poco distante dal luogo in cui sarebbe stata aggredita. Quando due di loro sono arrivati tardi e non hanno trovato più nulla da mangiare, Zoe e Manna li hanno accompagnati a prendere un kebab, rimanendo indietro rispetto al resto del gruppo. Da quel momento, l’unica testimonianza disponibile è quella del 19enne. La lite sarebbe scoppiata intorno a mezzanotte; il corpo è stato trovato circa due ore dopo. Manna ha parlato di una relazione passata con Zoe e del desiderio di ricominciare, ma questa versione è stata smentita dalla migliore amica della ragazza. A Nizza Monferrato il sindaco Simone Nosenzo ha proclamato il lutto cittadino per i funerali. Ad Asti, il movimento Non Una di Meno è sceso in piazza per ricordare Zoe.

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