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In Piemonte, nel 2024, sono stati spesi più di 9 miliardi e 501 milioni di euro in gioco d’azzardo, con 4 miliardi e 250 milioni giocati fisicamente e 5 miliardi e 251 milioni online. La spesa media annua pro capite, considerando anche i minori, si attesta a 2.232 euro, nonostante il gioco sia vietato agli under 18. Torino risulta la città dove si gioca di più, con 2 miliardi e 172 milioni di euro spesi, pari a 2.347 euro a persona, seguita da Alessandria, Novara, Asti e Verbania, mentre la provincia del Verbano-Cusio-Ossola guida la classifica regionale. È quanto emerge dal dossier “Azzardomafie” di Libera, illustrato da Maria José Fava, della direzione nazionale dell’associazione, durante la Commissione Legalità del Consiglio regionale.
Secondo Fava, la legge regionale del 2021, pur valutata positivamente su quattro punti, colloca il Piemonte al penultimo posto in Italia per efficacia nella regolamentazione del gioco. Tra le proposte di modifica, Fava ha indicato l’ampliamento dell’elenco dei luoghi sensibili, l’applicazione delle norme anche alle vecchie licenze, l’estensione degli orari obbligatori di spegnimento delle slot, incentivi per i locali che rinunciano alle macchinette e supporto legale ai Comuni soggetti a contestazioni da parte dei gestori.
Nel dibattito in Commissione, i consiglieri del Pd Canalis, Conticelli e Pompeo, insieme al presidente Rossi, hanno criticato la scarsa partecipazione della maggioranza e annunciato una nuova legge per riaprire la discussione. Anche l’M5s, con Coluccio, ha annunciato una proposta di legge, accusando il centrodestra di ignorare il problema. Per Avs, Marro ha sottolineato che le dichiarazioni della maggioranza su legalità e sicurezza si scontrano con “un dramma sociale frutto di scelte politiche precise”.
Dalla maggioranza, Zappalà (FdI) ha replicato sostenendo che “il proibizionismo non limita la dipendenza dal gioco né riduce le infiltrazioni criminali, che anzi traggono vantaggio da restrizioni eccessive al gioco legale”.