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La procura generale ha rinunciato alla richiesta di revoca della detenzione domiciliare per Giorgio Rossetto, 62 anni, figura storica dell’area dell’autonomia e tra i volti più noti del centro sociale Askatasuna. La decisione è stata formalizzata durante l’udienza davanti al magistrato di sorveglianza a Torino, che dovrà ora pronunciarsi.

Rossetto, residente a Bussoleno in Valle di Susa, era stato oggetto della richiesta di ritorno in carcere anche in relazione ai contenuti di un’intervista concessa a una radio dell’area antagonista. Con il ritiro dell’istanza, resta dunque in vigore la misura alternativa della detenzione domiciliare.

In precedenza all’attivista era stata negata la liberazione anticipata per alcuni comportamenti tenuti durante la detenzione: tra questi il rifiuto di condividere la cella con un detenuto condannato per reati sessuali e una protesta attuata sedendosi a terra.

La fine della pena è prevista per il 14 marzo, data in cui Rossetto tornerà in libertà. È tuttavia probabile che, una volta conclusa la condanna, torni ad applicarsi nei suoi confronti la sorveglianza speciale, misura sospesa dopo l’arresto.

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