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Una donna in gravidanza affetta da una anomalia placentare rarissima e potenzialmente letale ha dato alla luce un bimbo dopo un intervento, considerato "ad altissimo rischio", svolto nell’ospedale Sant’Anna di Torino.
"La paziente - spiegano dalla Città della Salute - è stata seguita e curata con successo in una delle situazioni più complesse dell’ostetricia moderna. E a fare la differenza è stata la sinergia fra ospedali e specialità". Il piccino si chiama Riccardo e pesa 2760 grammi. La donna, Eleonora, 38 anni, era alla terza gravidanza dopo due tagli cesarei. Alla 28/a settimana si è riscontrata la placenta percreta, condizione rara e potenzialmente letale in cui la placenta invade in profondità i tessuti circostanti, causando emorragie che potevano mettere a rischio la vita di lei e del nascituro. La risposta è stata una pianificazione meticolosa, con ricovero preventivo e taglio cesareo programmato alla 35ª settimana con contestuale isterectomia (rimozione dell’utero). Determinante è stato l’apporto della radiologia interventistica dell’ospedale Molinette e l’impiego di un apparecchio chiamato ’amplificatore di brillanza’, preso a prestito dall’ospedale infantile Regina Margherita, che ha permesso il controllo di due cateteri inseriti nelle arterie ipogastriche della donna prima del parto.
A soli cinque giorni dall’intervento mamma e figlio sono stati dimessi. "Ancora un esempio - afferma Livio Tranchida, il direttore generale - delle eccellenze multidisciplinari della Città della Salute. Ringrazio i nostri professionisti, che hanno reso possibile tutto ciò. Il valore aggiunto è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie di tutte le specialità che erano necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico".
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