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Riprenderà il 15 giugno, davanti ai giudici del tribunale di Verbania, il processo che vede imputato l’ex sindaco di Macugnaga, l’84enne Alessandro Bonacci, accusato di presunti reati edilizi legati alla realizzazione di un tracciato nella zona del Belvedere, a circa 1.900 metri di quota, ai piedi dell’omonimo ghiacciaio sulla parete Est del Monte Rosa.
Bonacci, difeso dall’avvocato Christian Ferretti, ha deciso di affrontare il dibattimento ordinario senza ricorrere a riti alternativi. Diversa la scelta degli altri quattro imputati coinvolti nella vicenda: il tecnico comunale Davide Martini, il direttore dei lavori Paolo Ferraris e gli esecutori materiali dell’intervento Mara Spagnoli e Massimo Frisa, che hanno optato per il rito abbreviato.
Nel corso dell’udienza preliminare il Comune di Macugnaga è stato ammesso come parte civile, mentre la Regione Piemonte, indicata tra le parti offese, non si è costituita. La giudice Beatrice Alesci ha inoltre disposto lo stralcio delle posizioni dei quattro imputati che saranno giudicati con rito abbreviato, con una prossima udienza fissata per il 18 novembre. Il procedimento a carico di Bonacci proseguirà invece separatamente davanti alla giudice Marianna Panattoni.
L’indagine riguarda il primo tratto, lungo circa 551 metri, del sentiero che dalla zona della seggiovia del Belvedere conduce verso il rifugio Zamboni-Zappa. Alla fine di maggio 2023 la guardia di finanza aveva individuato lavori in corso nell’area senza le autorizzazioni previste. Secondo la procura di Verbania l’intervento sarebbe stato realizzato senza la necessaria valutazione d’incidenza ambientale, obbligatoria poiché la zona rientra nella rete Natura 2000.
La difesa dell’ex sindaco sostiene invece che non si trattasse della costruzione di una nuova strada, ma di lavori urgenti resi necessari dai movimenti del ghiacciaio che nei mesi precedenti avevano eroso la pista di accesso. L’allargamento del sentiero, secondo i legali, sarebbe stato temporaneo e finalizzato al passaggio dei mezzi.
A supporto della decisione viene citata una delibera comunale del 18 maggio 2023. La procura ritiene però che il documento sia falso e redatto successivamente ai fatti: per questo Bonacci è imputato anche in un altro procedimento per depistaggio e frode processuale, la cui prossima udienza è fissata per il 5 maggio.