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Nuovi episodi di violenza e tensione all’interno del Centro per il Rimpatrio di corso Brunelleschi a Torino, dove condizioni sempre più critiche stanno alimentando proteste tra i detenuti. A denunciarlo sono gruppi antagonisti locali, che parlano di un ambiente “sempre più degradante” e di episodi ricorrenti di autolesionismo tra i migranti, messi in atto per ottenere cure mediche o il trasferimento in ospedale.
La notte del 14 marzo scorso alcuni detenuti avrebbero appiccato il fuoco a coperte e materassi, rendendo inagibile una stanza dell’area gialla del centro, la terza a subire danni simili nell’ultimo mese. Tre persone sono state trasferite in carcere e poi rilasciate con denuncia.
Secondo gli attivisti, le criticità riguarderebbero anche l’accesso alle cure sanitarie, sotto la responsabilità dell’Asl, e la gestione delle convalide dei trattenimenti. Le denunce coinvolgono inoltre le autorità di pubblica sicurezza, accusate di non garantire adeguate condizioni di sicurezza e di controllo all’interno della struttura.
Negli ultimi quindici giorni, gruppi antagonisti hanno portato avanti diverse azioni di protesta contro strutture sanitarie torinesi, comprese sedi Asl e la mensa dell’ospedale Martini, accusate di complicità con il Cpr. Le tensioni interne al centro si sommano anche a scioperi della fame e contestazioni legate alla qualità del vitto, evidenziando una situazione di forte disagio tra i trattenuti.