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Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità la delibera che definisce le modalità di attuazione per l’ammissione ai contributi per il riutilizzo e la fruizione sociale dei beni confiscati alle mafie consentendo anche agli enti del terzo settore, e non solo alle amministrazioni pubbliche, di partecipare al bando di assegnazione. Illustrando la delibera, l’assessore Gianluca Vignale ha evidenziato che questa norma farà sì che "il numero di beni sequestrati alla mafia, oltre 300 in Piemonte, venga utilizzato. Oggi più dell’80% non sono utilizzati - ha ricordato- e aver allargato al terzo settore è un passo significativo". Di una "tappa importante" ha parlato la consigliera della Lega Gianna Gancia, mentre il consigliere Pd Domenico Rossi ha sottolineato che è "una modifica che ci sta a cuore. In altre regioni da diversi anni era così e ora auspichiamo che il Piemonte diventi tra le regioni più virtuose in questo campo". "Il lavoro fatto fin qui va nella direzione giusta", ha aggiunto il capogruppo dei Moderati Silvio Magliano mentre la capogruppo di Avs Alice Ravinale ha definito la norma "un segnale chiaro che arriva dalle istituzioni per mostrare alle mafie che l’impegno nel costruirle è costante".