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Controlli a tappeto su immobili e aree sensibili del territorio tra le province di Alessandria e Asti, dove i carabinieri forestali hanno riscontrato gravi irregolarità nella quasi totalità dei casi esaminati. È il bilancio dell’operazione “Casa Sicura”, condotta nel 2025 dall’Arma per contrastare abusi edilizi e violazioni ambientali.

Su 78 obiettivi sottoposti a verifica, nel 90% dei casi sono emerse anomalie di carattere penale e amministrativo legate ad aspetti urbanistici, edilizi, paesaggistici, idraulici e idrogeologici. Tra le situazioni più rilevanti, i militari hanno individuato 16 immobili abusivi realizzati su aree appartenenti al demanio idrico fluviale.

L’attività investigativa ha portato all’invio di 70 notizie di reato alle Procure di Alessandria, Asti e Vercelli, quest’ultima competente per il territorio del Casalese. Sul fronte amministrativo, i Forestali hanno elevato sanzioni per un totale di 167.913 euro per violazioni dei vincoli paesaggistici e idrogeologici.

Sono inoltre 28 le ordinanze di ripristino già emesse dai Comuni interessati, mentre restano aperte diverse altre procedure. In 23 casi, invece, i procedimenti si sono conclusi con il ripristino delle aree interessate a seguito dei provvedimenti adottati dai sindaci.

Nel dettaglio, in provincia di Alessandria i controlli hanno riguardato 16 Comuni, con sanzioni per oltre 60mila euro. In provincia di Asti le verifiche hanno coinvolto 11 centri abitati, dove le multe elevate superano i 106mila euro.

Con l’operazione “Casa Sicura”, i carabinieri forestali hanno ribadito l’importanza della tutela del territorio come strumento concreto di prevenzione contro il dissesto idrogeologico e il degrado ambientale, a salvaguardia della sicurezza e della legalità.

scrivi articolo e titolo in italiano parafrasando il testo Apre oggi il bando voluto dall’assessore al Commercio del Piemonte Paolo Bongioanni per la realizzazione nella Regione di 5 nuovi distretti del commercio, due dei quali a Torino. Il bando ha una dotazione di 100mila euro ed è prevista una scadenza al 30 giugno per presentare i progetti. Grazie al bando, i progetti vincitori riceveranno un contributo per spese di costituzione e avviamento pari a 20mila euro ciascuno, ossia l’80% della spesa progettuale ammissibile per l’istituzione di un nuovo Distretto che ammonta a 25mila euro.
Grazie a questo bando, i distretti commerciali in Piemonte saliranno a 103, dei quali 78 già attivi e 20 in fase di avviamento. Per legge, ogni Comune può avere un solo distretto del commercio, con l’eccezione del capoluogo di regione che può averne tre. Quello di Torino è attualmente esteso sul centro storico della città e zone limitrofe. Si tratta di un’area che ospita circa 7.800 esercenti, più di 200 attività ricettive, 1.690 esercizi pubblici di somministrazione, oltre ad alcune centinaia di attività di servizi alla persona.
"Abbiamo aperto il bando a tempo di record per rispondere alla richiesta delle amministrazioni, dei territori e delle associazioni di categoria del commercio" ha dichiarato l’assessore Bongioanni. "Tutti sono consapevoli quanto il distretto sia lo strumento organizzativo necessario per fare massa critica, mettere in rete servizi e organizzazione e rilanciare così quel comparto imprescindibile che è il commercio di prossimità. Per questo ho voluto modificare la normativa precedente che consentiva la presenza a Torino di soli due distretti, portandone il numero a tre".

Piemonte, nuovo bando per i distretti del commercio: in arrivo cinque nuove realtà

TORINO – La Regione Piemonte punta a rafforzare il commercio di prossimità con la nascita di cinque nuovi distretti commerciali, due dei quali saranno realizzati a Torino. È stato aperto oggi il nuovo bando promosso dall’assessore regionale al Commercio, Paolo Bongioanni, con una dotazione complessiva di 100mila euro.

I Comuni interessati avranno tempo fino al 30 giugno per presentare i propri progetti. Ogni proposta selezionata potrà beneficiare di un contributo regionale pari a 20mila euro, somma che coprirà l’80% delle spese ammissibili previste per la costituzione e l’avvio di un nuovo distretto, quantificate in 25mila euro.

Con questa nuova misura, il numero complessivo dei distretti del commercio piemontesi salirà a 103. Attualmente sono 78 quelli già operativi, mentre altri 20 sono in fase di avvio.

La normativa regionale prevede un solo distretto per ciascun Comune, con una deroga per Torino, che potrà arrivare ad averne tre. Il distretto attualmente attivo nel capoluogo interessa il centro storico e le aree limitrofe, un territorio che comprende circa 7.800 attività commerciali, oltre 200 strutture ricettive, quasi 1.700 pubblici esercizi e numerose attività di servizi alla persona.

«Abbiamo attivato il bando in tempi rapidissimi per dare risposta alle richieste provenienti dai territori, dalle amministrazioni e dalle associazioni di categoria», ha spiegato Bongioanni. L’assessore ha sottolineato come i distretti rappresentino uno strumento fondamentale per creare reti tra operatori, migliorare l’organizzazione dei servizi e sostenere il rilancio del commercio locale.

Lo stesso Bongioanni ha ricordato di aver promosso una modifica normativa che ha consentito a Torino di passare da due a tre distretti commerciali, con l’obiettivo di ampliare le opportunità di sviluppo per il settore.

Insistenze e attenzioni non gradite in treno: il Tar conferma l’ammonimento del Questore

TORINO – Sguardi prolungati durante i viaggi in treno, complimenti ripetuti e incontri che la vittima ha percepito come tutt’altro che casuali. Per mesi una giovane donna sarebbe stata oggetto di attenzioni insistenti da parte di un uomo, fino a portare all’intervento delle autorità e all’ammonimento del questore, ora confermato anche dal Tar.

La vicenda risale alla fine del 2023 e si è sviluppata lungo una tratta ferroviaria piemontese e in una città della regione. Secondo quanto ricostruito negli atti, l’uomo avrebbe più volte rivolto alla ragazza sguardi insistenti mentre viaggiava in treno, accompagnati da commenti sul suo aspetto e da tentativi di approccio che la giovane ha dichiarato di non aver mai gradito.

Tra i comportamenti contestati figurano anche inviti a trascorrere del tempo insieme durante le festività natalizie e un contatto fisico ritenuto inopportuno, oltre a episodi in cui l’uomo avrebbe atteso la ragazza nei pressi della stazione ferroviaria e di una fermata dei mezzi pubblici. In un’occasione le avrebbe anche chiesto l’amicizia sui social, utilizzando come immagine del profilo un’auto simile a quella della giovane.

Dopo le segnalazioni e la raccolta di ulteriori testimonianze, nel giugno 2024 la questura competente ha disposto l’ammonimento nei confronti dell’uomo, misura amministrativa pensata per interrompere tempestivamente condotte ritenute moleste e potenzialmente riconducibili a fenomeni persecutori.

Nel ricorso presentato, il destinatario del provvedimento ha respinto le accuse, sostenendo che non si sarebbe trattato di sguardi insistenti ma di normali interazioni, e che gli apprezzamenti riguardavano soltanto l’abbigliamento. Ha inoltre definito l’invito a prendere un caffè come un gesto isolato, a cui avrebbe rinunciato dopo il rifiuto.

Il Tar, tuttavia, ha ritenuto attendibile la ricostruzione della giovane, confermando la legittimità dell’ammonimento. Nelle motivazioni si sottolinea come le condotte contestate non possano essere considerate neutre, ma risultino indicative di un’insistenza tale da generare nella vittima uno stato di ansia e disagio crescente.

scrivi articolo e titolo in italiano parfrasando il testo L’uomo, 86enne, con problemi di salute, aveva preannunciato l’intenzione del gesto mandando un messaggio sul telefono di un carabiniere di sua conoscenza e lasciando inoltre un biglietto manoscritto sul letto della propria abitazione. E’ successo ieri Massino Visconti, in provincia di Novara.
L’allarme è scattato nel pomeriggio attorno alle 15. L’aspirante suicida ha inviato un messaggio ad un carabiniere in servizio alla Compagnia di Arona. Il militare, prontamente, ha avvisato la Centrale operativa che ha mandato subito nell’abitazione i due equipaggi del Nucleo radiomobile aronese e i colleghi di Lesa. I carabinieri hanno forzato il cancello del cortile e poi la porta di ingresso dell’abitazione. Nella camera matrimoniale l’uomo, 86 anni, è stato trovato disteso sul letto con una pistola a tamburo impugnata e rivolta contro la testa pronta a fare fuoco. L’intervento di un appuntato della Radiomobile ha permesso di evitare il peggio. Il militare ha tolto con gesto fulmineo dalle mani dell’uomo l’arma che è risultata essere carica con cinque cartucce. La rivoltella, regolarmente denunciata, è stata sequestrata.
In caso di bisogno, ci si può rivolgere a una linea telefonica di assistenza, come Telefono amico Italia (https://www.telefonoamico.it/) al numero 02 2327 2327 o via Whatsapp al +39 324 011 7252. Per ogni emergenza occorre contattare il 112.

Novara, 86enne minaccia il suicidio: salvato dai carabinieri a Massino Visconti

MASSINO VISCONTI (Novara) – Momenti di forte tensione nel pomeriggio di ieri, quando un uomo di 86 anni, con problemi di salute, ha manifestato l’intenzione di compiere un gesto estremo. Il tempestivo intervento dei carabinieri ha evitato la tragedia.

Secondo quanto ricostruito, l’anziano avrebbe anticipato le proprie intenzioni inviando un messaggio al telefono di un militare dell’Arma a lui noto e lasciando anche un biglietto manoscritto nella propria abitazione. L’allarme è scattato intorno alle 15, quando il carabiniere, ricevuto il messaggio, ha immediatamente allertato la centrale operativa.

Sono così intervenute due pattuglie del Nucleo Radiomobile di Arona e i militari della stazione di Lesa, che hanno raggiunto rapidamente l’abitazione dell’uomo. Dopo aver forzato il cancello e la porta d’ingresso, i carabinieri hanno fatto irruzione all’interno dell’immobile.

Nella camera da letto l’anziano è stato trovato disteso sul letto, con una pistola a tamburo carica, con cinque cartucce, puntata alla testa. In pochi istanti un appuntato del Radiomobile è riuscito a intervenire, disarmando l’uomo e impedendo che potesse compiere il gesto.

L’arma, regolarmente denunciata, è stata sequestrata. L’86enne è stato messo in sicurezza e affidato alle cure del personale sanitario.

Per situazioni di crisi o bisogno di aiuto è possibile contattare servizi di supporto come Telefono Amico Italia al numero 02 2327 2327 o via WhatsApp al +39 324 011 7252. In caso di emergenza resta sempre attivo il numero unico 112.

scrivi articolo e titolo in italiano parfrasando I cinque italiani morti nel corso di una immersione subacquea alle Maldive sono la docente e ricercatrice dell’Università di Genova, Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino di Poirino, ricercatrice del Torinese, e gli istruttore subacquei Gianluca Benedetti di Padova e Federico Gualtieri di Borgomanero, del Novarese. Muriel Oddenino, di 31 anni, di Poirino, una dei cinque italiani morti alle Maldive, si è laureata con laurea triennale a Torino in Scienze naturali. Amante delle immersioni e del mare, è autrice di varie pubblicazioni scientifiche. Poi ha proseguito gli studi all’università di Genova, dal 2019 al 2022 e ha lavorato come ricercatrice all’università di Bari per undici mesi dal 2023 al 2024. Nel capoluogo ligure era assegnista di ricerca del dipartimento delle Scienza della terra, dell’ambiente e della vita. Muriel Oddenino era coautrice di ricerche scientifiche focalizzate sulla conservazione degli ecosistemi marini. Tra le ultime pubblicazioni una era sul tema ’Dinamica temporale delle praterie di Posidonia oceanica nell’Area di tutela marina di Capo Mortola’.Muriel Oddenino era coautrice di ricerche scientifiche focalizzate sulla conservazione degli ecosistemi marini. Tra le ultime pubblicazioni una era sul tema ’Dinamica temporale delle praterie di Posidonia oceanica nell’Area di tutela marina di Capo Mortola’.

Tragedia alle Maldive: cinque italiani morti durante un’immersione subacquea

GENOVA – Sono cinque gli italiani deceduti in seguito a una immersione subacquea avvenuta alle Maldive. Tra le vittime figurano la docente e ricercatrice dell’Università di Genova Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice torinese Muriel Oddenino, l’istruttore subacqueo padovano Gianluca Benedetti e il sub di Borgomanero Federico Gualtieri.

La notizia ha scosso profondamente il mondo accademico e quello delle immersioni professionali, colpendo diverse realtà universitarie e scientifiche italiane.

Particolarmente nota nel campo della ricerca ambientale marina era Muriel Oddenino, 31 anni, originaria di Poirino, nel Torinese. Dopo la laurea triennale in Scienze naturali conseguita all’Università di Torino, aveva proseguito il proprio percorso accademico all’Università di Genova tra il 2019 e il 2022, per poi lavorare come ricercatrice all’Università di Bari per circa un anno.

Successivamente era diventata assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Ateneo genovese. Appassionata di mare e immersioni, aveva partecipato a numerosi progetti scientifici dedicati alla tutela degli ecosistemi marini, contribuendo a diverse pubblicazioni.

Tra i suoi lavori più recenti figura uno studio dedicato alla “dinamica temporale delle praterie di Posidonia oceanica nell’Area Marina Protetta di Capo Mortola”, tema centrale nella ricerca sulla conservazione degli habitat sommersi del Mediterraneo.

L’intera comunità scientifica si è stretta attorno alle famiglie delle vittime, ricordando il loro impegno nello studio e nella valorizzazione degli ambienti marini.

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