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"Chi semina utopia, raccoglie realtà", era la frase preferita di Carlo Petrini, morto nella sua Bra. E Carlin di sogni ne ha realizzati tanti: da Slow Food, alla rete mondiale Terra Madre. Un uomo dall’amore per il bene comune e dalla grande visione, che ora - promette Slow Food - sarà portata avanti dalla sua comunità.  Nato nel 1949 a Bra, Petrini è stato gastronomo, giornalista, scrittore e - soprattutto - promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto. Tutto il mondo lo apprezzava: nel 2004 è stato nominato Eroe europeo dal Time mentre il Guardian lo ha inserito nella lista delle cinquanta persone che potevano salvare il mondo. Tra i suoi traguardi anche la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo , la prima istituzione accademica di questo tipo e le Comunità Laudato Sì. Il suo contributo è stato riconosciuto, tra gli altri, anche dalle Nazioni Unite che lo hanno nominato co-vincitore del premio Campione della Terra 2013. Moltissimi gli amici di Petrini, tra cui Papa Francesco e Re Carlo d’Inghilterra.  Nel 2007 è stato anche tra i 45 membri del comitato promotore del Pd, ma era capace di dialogare anche con il centrodestra. "Con la scomparsa di Petrini se ne va un uomo straordinario che ha cambiato la cultura agricola del nostro Paese e del mondo intero". Il ricordo del presidente della regione Alberto Cirio: "Innamorato della terra, con la sua visione ha insegnato a tutti che la sostenibilità e il rispetto della natura sono un atto politico, civico e umano prima che ambientale. Se ne va un caro amico". Parole di stima anche dal sindaco di Torino Lo Russo: "La sua era una voce unica, capace di parlare davvero al mondo partendo dalle nostre radici". Con Slow Food e con Terra Madre ha creato un’idea nuova di comunità, mettendo insieme culture, territori, contadini, giovani e amministratori attorno a un principio semplice che il cibo racconta chi siamo e il mondo che vogliamo costruire’. Addolorato il ricordo di don Luigi Ciotti, presidente Libera e Gruppo Abele.  " Un visionario e un costruttore: di relazioni, di progetti, di riflessioni. Ma per noi è stato prima di tutto un grande amico. Di lui colpivano la capacità di andare controvento e la sua fiducia nelle buone idee. La sua passione per il cibo come nutrimento non solo del corpo, ma anche dello spirito e dei rapporti fra le persone, aveva qualcosa di intrinsecamente spirituale"- aggiunge Don Ciotti. Tante le tante persone che hanno avuto un pensiero per Petrini il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 


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