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Si è concluso alle 5.40 di questa mattina il complesso intervento di soccorso che ha permesso di riportare in superficie vivo uno speleologo di 20 anni rimasto intrappolato per circa dodici ore nella grotta dei Cinghiali Volanti, nelle montagne di Garessio, in provincia di Cuneo.
Il giovane, originario della Liguria, era rimasto bloccato a circa 120 metri di profondità nel tardo pomeriggio di ieri, in una situazione che ha reso necessario un imponente dispositivo di emergenza. Le operazioni di recupero hanno coinvolto complessivamente 53 tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico, giunti da Piemonte, Lombardia e Liguria, che hanno lavorato senza sosta sin dalle 17 di ieri.
Una volta raggiunto l’infortunato, le prime squadre intervenute si sono concentrate sulla liberazione dell’arto rimasto incastrato sotto una massa rocciosa. L’intervento, eseguito da personale specializzato in tecniche speleologiche, ha consentito la rimozione del masso e la messa in sicurezza del giovane.
Successivamente, all’interno della cavità è stato allestito un piccolo presidio sanitario per permettere ai medici del CNSAS di effettuare una valutazione approfondita delle condizioni dello speleologo. Accertata una situazione clinica complessivamente stabile e l’assenza di criticità tali da richiedere il trasporto in barella, è stata organizzata un’uscita assistita dalla grotta.
La collaborazione attiva del giovane durante le fasi di evacuazione ha contribuito a velocizzare, per quanto possibile, le operazioni, rese comunque particolarmente complesse dall’ambiente ipogeo e dalla conformazione del percorso.
All’intervento hanno partecipato anche i carabinieri e il servizio di elisoccorso di Azienda Zero Piemonte, che ha garantito il supporto logistico per il trasporto in quota di uomini e materiali. Al termine delle operazioni, il ventenne è stato affidato alle cure del personale sanitario e trasferito in ospedale per gli accertamenti del caso.