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Le proteste dei No Tav contro il progetto dell'Alta velocità Torino-Lione nella val di Susa hanno fatto registrare, da un lato, un corteo pacifico e partecipato da centinaia di persone provenienti da diverse parti d'Italia, che si sono radunate a Venaus per manifestare contro il cantiere dell'opera; sull'altro fronte, si sono invece verificati episodi di violenza e vandalismo perpetrati da un gruppo ristretto di circa cinquanta manifestanti a volto coperto. Questi, si sono spinti fino al cantiere di San Didero, località Baraccone, e hanno tentato di forzare le recinzioni con l'uso di un argano. La situazione è rapidamente degenerata, con lanci di bombe carta, molotov e sassi diretti contro le forze dell'ordine presenti sul posto.

Gli scontri sono stati intensi, e le forze dell'ordine hanno risposto con l'uso di lacrimogeni per disperdere la folla e ripristinare l'ordine pubblico. È importante sottolineare che episodi del genere rappresentano un pericolo per la sicurezza delle persone e danneggiano la causa che il movimento No Tav cerca di sostenere.

Il cantiere di Chiomonte è stato anche oggetto di attacchi da parte di un gruppo di manifestanti che hanno iniziato a travisarsi. Fortunatamente, gli attacchi sono stati fermati dopo un'ora, e l'autostrada A32, precedentemente chiusa per ragioni di sicurezza, è stata riaperta al traffico.

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