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È finita con tre arresti la lunga scia di furti e rapine attribuita a una banda itinerante di malviventi che negli ultimi mesi avrebbe seminato il terrore in diverse località della provincia di Cuneo. I carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Cuneo hanno dato esecuzione alle ordinanze cautelari nei confronti di tre cittadini albanesi, tutti con precedenti penali, rintracciati tra Cuneo, Mondovì e La Spezia.
Al centro dell’indagine c’è soprattutto la violenta rapina avvenuta nella notte del 25 giugno a Caraglio. In quell’occasione i tre, con il volto coperto e armati di un punteruolo e di una pesante mazza da muratore, avrebbero fatto irruzione nell’abitazione di un’anziana di 80 anni, molto conosciuta in paese perché titolare di un noto esercizio pubblico.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il blitz sarebbe stato rapido e brutale: in appena quattro minuti i rapinatori avrebbero minacciato e aggredito la donna, costringendola a consegnare il denaro contante e alcuni gioielli custoditi in casa. Dopo il colpo, la banda sarebbe riuscita a fuggire calandosi dal primo piano dell’abitazione e facendo perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti.
Le indagini condotte dai militari hanno poi permesso di collegare il gruppo a una serie di altri furti in abitazione avvenuti nei giorni immediatamente successivi. Gli episodi contestati riguardano le località di Roccabruna, Busca, Borgo San Dalmazzo e Roccavione, dove sarebbero stati messi a segno diversi raid con modalità analoghe.
Gli accertamenti hanno delineato il profilo di una banda organizzata e in continuo movimento sul territorio nazionale. Per gli spostamenti, secondo quanto emerso, sarebbero state utilizzate auto prese a noleggio e intestate a persone estranee ai fatti, così da rendere più difficili le attività di controllo e identificazione.
I carabinieri proseguono ora le verifiche per stabilire se i tre arrestati possano essere coinvolti anche in altri episodi simili commessi nel Nord Italia e, in particolare, in ulteriori colpi messi a segno in Piemonte. L’obiettivo degli investigatori è ricostruire l’intera rete di assalti attribuibili al gruppo e fare piena luce sulla sua attività criminale.