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Antonio Greco, 79 anni, è stato accoltellato a morte davanti al figlio invalido per un attraversamento “troppo lento". È in questo scenario che a Collegno, nel Torinese, si consuma l’omicidio. Sono le 21.30 la vittima e il figlio Luciano sono all’incrocio tra via Tampellini e via Martiri XXX Aprile. Camminano piano, come riescono. Una Citroen grigia arriva in velocità, a bordo ci sono quattro persone che – secondo gli atti della procura, una decina di pagine, – avrebbero bevuto e fumato. Il clacson, le urla, l’anziano che prova a riportare la calma. Sembra finita lì. Ma dopo pochi metri il conducente si ferma. Colpisce con un coltello a serramanico il padre al torace, poi il figlio al braccio. Antonio Greco muore sul colpo. L’aggressore risale in macchina e fugge. Per la procura è un omicidio per motivi futili: una reazione sproporzionata contro due persone indifese. L’omicida, Luigi Soffrano, 52 anni, viene trovato un’ora dopo sotto casa, seduto su una panchina con i suoi tre cani. In carcere da due settimane, ammette il fatto ma dice che era alterato, di non ricordare bene, di aver voluto solo “spaventare”. Una versione che non convince il gip: le immagini mostrano Soffrano che torna indietro apposta, senza colluttazione, e colpisce dritto al cuore. Un omicidio inspiegabile, nato da un gesto normale: attraversare la strada. All’indagato viene contestata non solo l’aggravante di avere approfittato di circostanze di persona tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, agendo contro una persona di 79 anni ma anche quella dei futili motivi. Il giudice nell’ordinanza sottolinea che le immagini delle telecamere di sorveglianza smentiscono l’involontarietà del colpo".