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Un nuovo percorso per restituire alla città uno spazio con una lunga storia di aggregazione sociale. La giunta comunale di Torino ha approvato le linee di indirizzo per avviare una procedura pubblica finalizzata a raccogliere manifestazioni di interesse per la riqualificazione e il riutilizzo dell’immobile di corso Regina Margherita 47, conosciuto per aver ospitato il centro sociale Askatasuna fino allo sgombero avvenuto nel dicembre scorso.
L’obiettivo dell’amministrazione è individuare soggetti disponibili a presentare progetti per il recupero, la gestione e la valorizzazione della struttura, destinandola ad attività senza scopo di lucro con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
La procedura, proposta dalla vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, prevede una prima fase di raccolta delle manifestazioni di interesse, attraverso un avviso pubblico che sarà pubblicato nei prossimi mesi. I progetti dovranno puntare alla rifunzionalizzazione degli spazi e alla loro apertura al territorio.
«L’immobile ha una storica vocazione sociale e un legame molto forte con il quartiere – ha spiegato la vicesindaca Favaro –. La volontà dell’amministrazione è restituirlo alla comunità, valorizzandone le potenzialità e trasformandolo in un luogo capace di offrire nuove opportunità di partecipazione e inclusione».
A rendere particolarmente strategica la struttura sono anche la posizione e le caratteristiche dell’edificio: l’immobile si trova infatti vicino alla scuola dell’infanzia e primaria Gianni Rodari e a poca distanza dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo. Un contesto che, secondo il Comune, potrebbe favorire la nascita di uno spazio di riferimento per famiglie, studenti, giovani e residenti della zona.
L’idea dell’amministrazione è quella di promuovere attività di carattere sociale, educativo, culturale, ricreativo e aggregativo, in grado di creare nuove occasioni di incontro e di rafforzare il senso di comunità.
Con l’approvazione delle linee guida prende dunque il via il percorso per definire il futuro dell’ex centro sociale, attraverso il coinvolgimento di realtà interessate a contribuire alla sua trasformazione in un nuovo presidio a servizio del territorio.
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