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Semaforo rosso, anzi rossonero, per Abate al suo esordio sulla panchina del Torino. I granata perdono 1-2 la prima partita di campionato in casa contro il Milan, tra alti (pochi) e bassi (sicuramente più numerosi) di una prestazione che mette subito in risalto alcune lacune della rosa piemontese. Abate conferma il 3-4-2-1 visto nel precampionato. Tra i pali sceglie ancora il giovane Mascardi, sono Coco, Ismajli e Comuzzo a comporre il terzetto difensivo, mentre Pedersen, Fitz-Jim, Gineitis e Cacciamani (preferito a Fortini) vengono schierati a centrocampo. Vlasic e Casadei invece tornano alle spalle dell’unica punta Simeone. La partita si gioca tutta o quasi nella ripresa, dopo un primo tempo anonimo e soprattutto avaro di emozioni per ambo le compagini. Al 64’ è il meneghino Cissè a portare in vantaggio la formazione di Amorim, grazie al pallone - delizioso - messo in mezzo da Rabiot. Appena tre giri di orologio più tardi ecco il raddoppio firmato proprio dal francese, il più lesto di tutti a imbucare in porta il cross di Chukwueze. Un contraccolpo che mette il Toro all’angolo e solleva i primi mugugni stagionali del Grande Torino. La reazione granata passa dai piedi di Adams, subentrato al 70’. Lo scozzese pesca una bella girata in rete in pieno recupero, ma è troppo tardi. Il Toro, pur tra qualche applauso di incoraggiamento dei tifosi, torna al Filadelfia con più dubbi che certezze. Ma sono due le necessità quanto mai urgenti ad accompagnare la squadra di Abate: tornare subito al lavoro per assimilare al meglio i dettami tattici impartiti dal tecnico e, non meno importante, rinforzare la rosa con innesti mirati in questi ultimi giorni di mercato. Sabato arriva il Sassuolo.

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