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Avrebbe attirato una giovane collega nella cantina del bar con la scusa di sistemare alcune bottiglie e, una volta rimasti soli, l’avrebbe molestata. Di fronte al rifiuto della ragazza, poco più che ventenne, avrebbe poi minacciato di farla licenziare dalla moglie, titolare del locale. È questa l’accusa contestata a un cameriere di 33 anni, di origine romena, indagato per violenza sessuale a Torre Pellice, nel Torinese.
I fatti risalgono allo scorso maggio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe chiesto alla collega di seguirlo nei locali della cantina per recuperare e portare al piano superiore alcune bottiglie di vino. Una volta raggiunta una zona più appartata, avrebbe compiuto nei confronti della giovane comportamenti molesti.
La ragazza avrebbe reagito respingendo le avances e rifiutando le richieste dell’uomo. A quel punto, secondo l’ipotesi accusatoria, il 33enne avrebbe cercato di intimidirla minacciando di riferire alla moglie, proprietaria del bar, che la dipendente non stava svolgendo il proprio lavoro, con il conseguente rischio di perdere l’occupazione.
La giovane sarebbe riuscita successivamente ad allontanarsi e si è rivolta ai carabinieri di Torre Pellice, ai quali ha denunciato quanto accaduto.
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Davide Lucignani, sono arrivate alla conclusione nei giorni scorsi con la notifica all’indagato dell’avviso di conclusione delle indagini. Assistito dall’avvocato Carlo Alberto La Neve, il 33enne ha ora tre settimane per presentare una memoria difensiva, chiedere nuovi accertamenti oppure rendere interrogatorio. Al termine di questa fase, la Procura potrà valutare se chiedere il rinvio a giudizio.
La moglie dell’indagato, titolare del bar nel quale i due lavoravano, non risulta coinvolta nella vicenda. Secondo quanto riportato dalla stampa, l’uomo risiederebbe inoltre a breve distanza dal locale.