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Ucciso, fatto a pezzi e nascosto all’interno di sacchi neri. È quanto emerge dalle prime - ancora parziali - ricostruzioni, per far luce sul ritrovamento di un cadavere scoperto in un appartamento di via Gulli, a Torino. Proseguono le indagini della Squadra Mobile della Polizia per capire cosa sia accaduto nella notte tra giovedì e venerdì. L’allarme è scattato intorno alle 23, quando la madre del presunto assassino ha chiamato il 112, riferendo che il figlio avrebbe fatto del male a qualcuno. L’alloggio dove è stato rinvenuto il corpo è abitato da una professoressa di 49 anni. La vittima, invece, non abitava in quella casa. Gli inquirenti sono al lavoro per sentire le persone che erano solite frequentare l’appartamento. L’obiettivo è ricostruire i fatti e quello che è accaduto prima del ritrovamento del cadavere. Resta infatti da chiarire se la vittima sia stata uccisa in via Gulli, o se sia stata portata lì in un secondo momento e perché. Intanto, nel quartiere, non mancano gli interrogativi ed è forte lo sgomento tra i residenti, lì dove Borgo Vittoria incontra Madonna di Campagna. Nelle scorse ore due ventenni sono stati accompagnati negli uffici della Mobile per essere sentiti su un loro eventuale coinvolgimento. Le indagini, coordinate dalla pm Lea Lamonaca, continuano. In attesa di maggiori risposte sull’accaduto, restano il dolore e la paura di un quartiere sconvolto.

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