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Si fingevano tecnici del gas per entrare nelle abitazioni di persone anziane e, dopo averne conquistato la loro fiducia, si impossessavano di denaro e oggetti preziosi. Tre persone sono finite in carcere a Torino nell’ambito di un’indagine della Squadra Mobile su un gruppo criminale specializzato nei furti proprio ai danni di anziani.

Ai tre, accusati di associazione per delinquere finalizzata ai furti in abitazione, vengono contestati anche dodici episodi predatori, come aggressioni, rapine, truffe. Altre due persone sono state sottoposte all’obbligo di dimora nel comune di residenza e di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per altri due episodi. I tre destinatari della custodia cautelare erano già stati arrestati in flagranza un anno fa per un furto nell’abitazione di una persona anziana. Da quell’arresto sono partite le indagini, coordinate dalla procura di Torino, che hanno permesso agli investigatori di ricostruire l’organizzazione e il modus operandi del gruppo.


Un’organizzazione ben articolata dato che, secondo gli investigatori, la banda aveva una precisa suddivisione dei compiti e disponeva di basi logistiche dove nascondere le auto utilizzate per i colpi, sulle quali venivano applicate targhe clonate. I proventi sarebbero stati utilizzati anche per acquistare materiale destinato all’attività criminale e reinvestiti in beni mobiliari e immobiliari.

Nell’ambito degli accertamenti, il questore di Torino Massimo Gambino aveva inoltre ottenuto dal Tribunale un sequestro eseguito lo scorso 15 maggio, per circa un milione di euro. Il provvedimento ha riguardato quattro immobili, quattro auto, tre motocicli, centomila euro in contanti, quattro orologi di pregio e monili in oro. Sempre più comuni purtroppo le truffe ai danni di persone anziane, di gruppi di malviventi che si fingono delle forze dell’ordine o tecnici. In relazione a questo, le forze dell’ordine raccomandano sempre i cittadini di prestare attenzione alle telefonate o agli arrivi sospetti nella propria abitazione e nel caso rivolgersi ai numeri di emergenza (112,113).

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