Condividi:

Tre telefoni cellulari nuovi, circa 200 grammi di hashish e una chiavetta Usb. È il materiale recuperato nella tarda serata di ieri dagli agenti della polizia penitenziaria all’interno dell’intercinta della casa circondariale di Torino, nei pressi del padiglione C. A segnalare il ritrovamento è il sindacato Osapp, che torna a richiamare l’attenzione sulla sicurezza dell’area esterna dell’istituto.

Tra le ipotesi al vaglio c’è quella che il pacco sia stato introdotto con un lancio dall’esterno, eventualmente attraverso l’impiego di un drone. Le modalità con cui il materiale è arrivato all’interno del perimetro dovranno essere chiarite. Secondo il sindacato, tuttavia, non sarebbe la prima volta che si verifica un episodio simile, con il conseguente rischio di favorire l’ingresso di oggetti e sostanze vietate in carcere.

«Abbiamo più volte richiesto l’intervento del Prefetto affinché venga valutato anche l’impiego dell’Esercito per il controllo dell’area esterna del carcere», afferma Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp. L’obiettivo, sottolinea, è rafforzare la protezione dell’istituto e garantire maggiori condizioni di sicurezza per gli agenti della polizia penitenziaria.

A rendere ancora più delicato il quadro è la situazione degli organici, che il sindacato definisce caratterizzata da una grave carenza di personale. Gli operatori sono chiamati ogni giorno a gestire numerose attività, tra esigenze operative e compiti di sorveglianza, in un contesto che richiede risorse adeguate.

A questo si aggiunge il numero dei detenuti presenti nella struttura, che avrebbe superato quota 1.600. Un dato che, secondo quanto riferito dall’Osapp, rappresenterebbe il livello più alto registrato dal 2006, anno dell’indulto. Il ritrovamento riporta così al centro il tema della sicurezza nelle carceri torinesi, tra il contrasto all’introduzione di materiale illecito, la protezione del perimetro e la necessità di rafforzare gli organici della polizia penitenziaria.

Tutti gli articoli