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Otto arresti, cinque denunce e oltre 340 chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrati, per un valore stimato sul mercato di circa 500mila euro. È il bilancio dell’operazione «Oro verde», condotta dai carabinieri della compagnia di Bra, in provincia di Cuneo, che ha portato alla scoperta e allo smantellamento di una rete di coltivazioni indoor di marijuana tra il Cuneese e il Torinese.

L’indagine, avviata a gennaio e coordinata dalla Procura di Asti, è partita da un’attività di monitoraggio del territorio che ha consentito agli investigatori di ricostruire una rete di serre clandestine dotate di tecnologie avanzate per la produzione di stupefacenti. I blitz, eseguiti con il supporto di reparti specializzati dell’Arma, hanno interessato i comuni di Sanfrè, Castellinaldo e Bene Vagienna, in provincia di Cuneo, e Ceres, nelle Valli di Lanzo, nel Torinese.

Gli accertamenti avrebbero fatto emergere un’organizzazione strutturata, composta da persone attive da anni nel settore della coltivazione di cannabis. Secondo quanto ricostruito dai militari, il gruppo non si sarebbe limitato alla produzione e allo stoccaggio della droga, ma avrebbe messo a disposizione di altri ambienti criminali anche competenze tecniche per realizzare impianti indoor, creando condizioni ambientali ottimali per la crescita delle piante.

Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri hanno sequestrato oltre 340 chili di stupefacenti, tra piante ancora in fioritura e prossime al raccolto e marijuana già essiccata e confezionata. A questo quantitativo si aggiungono circa 200 grammi di hashish e ingenti somme di denaro contante.

Otto cittadini albanesi sono finiti in manette: cinque sono stati arrestati in flagranza di reato, mentre per altri tre è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare. A loro vengono contestati, a vario titolo, i reati di produzione, coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Tra le contestazioni figura anche il furto aggravato di energia elettrica, che sarebbe stata utilizzata per alimentare gli impianti di coltivazione.

L’operazione ha portato inoltre alla denuncia in stato di libertà di altre cinque persone. Gli accertamenti proseguono per definire tutti i ruoli all’interno della rete e ricostruire l’estensione delle attività illecite.

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