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Avevano ottenuto vincite per complessivi 11 milioni di euro attraverso il gioco online, ma continuavano a ricevere aiuti economici pubblici senza dichiarare le nuove entrate. È quanto hanno scoperto i militari della guardia di finanza di Verbania, che hanno denunciato 22 persone nell’ambito dell’indagine denominata «Tris», avviata per verificare la regolarità delle prestazioni assistenziali erogate dallo Stato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel corso dell’ultimo anno gli indagati avrebbero incassato ingenti somme attraverso le piattaforme di gioco online, senza comunicarle all’Inps. In questo modo avrebbero continuato a beneficiare dell’assegno di inclusione, pur in presenza di entrate economiche che avrebbero dovuto essere dichiarate ai fini della verifica dei requisiti per ottenere il sostegno.
Gli approfondimenti delle fiamme gialle hanno inoltre permesso di accertare che diversi beneficiari avrebbero percepito indebitamente anche altre forme di assistenza economica negli anni precedenti. Tra queste figurano il reddito di cittadinanza e il reddito di emergenza, misure per le quali non sarebbero sussistite le condizioni necessarie per l’erogazione.
Il quadro emerso dall’inchiesta evidenzia un utilizzo irregolare di differenti strumenti di sostegno pubblico, con un danno complessivo per le casse dello Stato superiore a 414 mila euro.
Nel dettaglio, oltre 189 mila euro riguarderebbero l’assegno di inclusione, mentre circa 179 mila euro sarebbero riconducibili al reddito di cittadinanza. A queste somme si aggiungono più di 43 mila euro di assegno unico universale, circa 2 mila euro di assegno di maternità e altri 1.200 euro relativi al reddito di emergenza.
L’attività investigativa ha consentito di ricostruire sia le vincite realizzate attraverso il gioco online sia le prestazioni assistenziali percepite dai soggetti coinvolti. Le 22 persone sono state denunciate nell’ambito dell’indagine condotta dalla guardia di finanza di Verbania per le presunte irregolarità emerse nella fruizione dei benefici pubblici.