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Un uomo di 75 anni, residente in un piccolo comune del Cuneese, è accusato di violenza sessuale ai danni della giovane vicina di casa, poco più che maggiorenne. La Procura ha chiesto per lui una condanna a otto anni di reclusione. L’imputato respinge le accuse e sostiene che si sia trattato di una messinscena organizzata dalla ragazza.

La vicenda è emersa quando i carabinieri hanno trovato l’anziano in mutande nell’abitazione della giovane. Poco prima, lei aveva inviato al fidanzato un messaggio su WhatsApp nel quale chiedeva aiuto, sostenendo di essere vittima di una violenza. Una fotografia mostrava inoltre l’uomo nudo, disteso sul letto accanto a lei.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, il settantacinquenne avrebbe raggiunto la ragazza in casa e l’avrebbe costretta a subire palpeggiamenti. Una versione che, secondo il pubblico ministero Alberto Braghin, troverebbe riscontro anche nelle testimonianze raccolte durante le indagini.

Il magistrato ha sottolineato che le attenzioni dell’uomo nei confronti della giovane sarebbero state già note al fidanzato e a un’amica di lei, che in più occasioni le avrebbero consigliato di mantenere le distanze.

L’imputato, classe 1952, ha invece sostenuto che la vicina avrebbe inventato tutto per suscitare la gelosia del compagno, con il quale in quel periodo avrebbe avuto problemi sentimentali.

Nel corso del processo, la corte ha disposto una perizia psichiatrica sulla giovane. L’udienza è stata rinviata al 5 novembre, quando il procedimento proseguirà con gli ulteriori approfondimenti. Le responsabilità dell’imputato dovranno essere accertate in sede giudiziaria.

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