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Quattro persone originarie di Siracusa sono state interrogate in videoconferenza dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino nell’ambito di un’inchiesta su una presunta organizzazione specializzata nelle truffe ai danni di istituti religiosi in diverse zone d’Italia. Nel corso degli interrogatori, gli indagati hanno respinto le contestazioni.
L’indagine, che coinvolge complessivamente dieci persone, è stata condotta dalla Guardia di finanza di Cremona sotto il coordinamento della procura di Torino. Le ipotesi di reato riguardano, a vario titolo, la partecipazione a un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo avrebbe utilizzato un sistema collaudato per convincere esponenti del clero a consegnare somme di denaro. Le vittime venivano contattate da persone che si presentavano come funzionari pubblici o operatori bancari e che prospettavano accrediti di denaro effettuati per errore sui conti degli enti religiosi.
Con questo pretesto, i presunti truffatori avrebbero indotto i sacerdoti e gli altri referenti delle strutture coinvolte a restituire le somme, chiedendo di effettuare pagamenti attraverso ricariche su carte prepagate. Il denaro, una volta trasferito, sarebbe così finito nella disponibilità degli autori del raggiro.
Gli investigatori stanno ricostruendo i singoli episodi e i ruoli che sarebbero stati ricoperti dai dieci indagati, nell’ambito di un’attività investigativa che ha interessato diverse realtà religiose sul territorio nazionale.
I quattro siracusani ascoltati dal gip hanno negato le accuse. La loro posizione, così come quella degli altri indagati, resta al vaglio dell’autorità giudiziaria.