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Quattro anni di reclusione. È la prima richiesta di condanna formulata dalla Procura di Torino nell’ambito dei procedimenti per gli scontri avvenuti il 31 gennaio scorso durante la manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna, nel capoluogo piemontese.

La richiesta riguarda un giovane di 22 anni, residente in provincia di Grosseto, arrestato attraverso il meccanismo della flagranza differita. Il ragazzo ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, che prevede la possibilità di ottenere uno sconto di pena in caso di condanna.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il ventiduenne avrebbe fatto parte del gruppo di manifestanti che accerchiò un agente del reparto mobile della Polizia, colpendolo ripetutamente con calci. La contestazione nei suoi confronti non riguarda tuttavia la partecipazione diretta alle aggressioni, ma la presenza all’interno del gruppo che prese di mira il poliziotto.

Il procedimento a suo carico viaggia separatamente rispetto al maxi fascicolo giudiziario relativo agli stessi disordini, nell’ambito del quale proprio oggi sono state eseguite sedici misure cautelari e restrittive.

La richiesta di quattro anni rappresenta il primo passaggio sul fronte delle condanne per i fatti del 31 gennaio, che avevano provocato momenti di forte tensione e violenza durante il corteo torinese.

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