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TORINO – Nuove apparecchiature per gli interventi ginecologici e sale operatorie collegate alle aule universitarie. L’ospedale Sant’Anna di Torino potenzia la chirurgia ginecologica con un investimento di circa 3,8 milioni di euro. Il progetto è promosso dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo e di Intesa Sanpaolo.
La nuova dotazione comprende un robot chirurgico da Vinci Xi a doppia console, quattro sistemi laparoscopici 3D/4K e un ecografo ad alte prestazioni. A questi si aggiungono sei sistemi di integrazione digitale che mettono in collegamento le sale operatorie con le aule universitarie e il centro di simulazione.
L’obiettivo è estendere il ricorso alla chirurgia mini-invasiva nel trattamento delle patologie ginecologiche oncologiche e di quelle benigne complesse. Per le pazienti, dove questa modalità di intervento è indicata, i possibili benefici riguardano la riduzione del dolore postoperatorio e tempi più brevi di degenza e recupero.
Il progetto ha previsto anche la formazione di 92 professionisti sanitari. «L’innovazione tecnologica può esprimere pienamente il proprio valore soltanto quando si accompagna alla crescita delle competenze e al miglioramento dei percorsi di cura», sottolinea Chiara Benedetto, presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna.
Il direttore generale Adriano Leli evidenzia come l’investimento rafforzi il ruolo clinico e formativo del Sant’Anna. La rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, richiama il legame tra attività clinica, ricerca e formazione universitaria. Il presidente della Compagnia di San Paolo, Marco Gilli, colloca il progetto nel percorso di collaborazione tra sanità pubblica, Terzo settore e filantropia, mentre Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo, sottolinea il sostegno ai percorsi di cura e formazione.
La nuova dotazione comprende un robot chirurgico da Vinci Xi a doppia console, quattro sistemi laparoscopici 3D/4K e un ecografo ad alte prestazioni. A questi si aggiungono sei sistemi di integrazione digitale che mettono in collegamento le sale operatorie con le aule universitarie e il centro di simulazione.
L’obiettivo è estendere il ricorso alla chirurgia mini-invasiva nel trattamento delle patologie ginecologiche oncologiche e di quelle benigne complesse. Per le pazienti, dove questa modalità di intervento è indicata, i possibili benefici riguardano la riduzione del dolore postoperatorio e tempi più brevi di degenza e recupero.
Il progetto ha previsto anche la formazione di 92 professionisti sanitari. «L’innovazione tecnologica può esprimere pienamente il proprio valore soltanto quando si accompagna alla crescita delle competenze e al miglioramento dei percorsi di cura», sottolinea Chiara Benedetto, presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna.
Il direttore generale Adriano Leli evidenzia come l’investimento rafforzi il ruolo clinico e formativo del Sant’Anna. La rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, richiama il legame tra attività clinica, ricerca e formazione universitaria. Il presidente della Compagnia di San Paolo, Marco Gilli, colloca il progetto nel percorso di collaborazione tra sanità pubblica, Terzo settore e filantropia, mentre Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo, sottolinea il sostegno ai percorsi di cura e formazione.