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In Piemonte il centrodestra che guida la Regione ha bloccato l’iter della legge di iniziativa popolare sul fine vita, sottoscritta da 11mila cittadini. Con 23 sì, 12 no, un astenuto e un non votante il Consiglio regionale ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità posta dal presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia.

Approvandola, la maggioranza ha impedito alla legge di arrivare alla discussione e al voto, vanificando le 11mila firme raccolte dalla petizione popolare. Al primo tentativo di votazione, in mattinata, la maggioranza non aveva il numero legale. Ma nel pomeriggio la pregiudiziale di costituzionalità è stata approvata.


"Ritengo - ha spiegato Allasia - che il provvedimento violi l’articolo 117 della Costituzione, in quanto gli atti di disposizione del corpo, tra i quali rientra il suicidio assistito, incidono su aspetti essenziali dell’identità e dell’integrità della persona, e richiedono uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale. Inoltre l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali rientrano nella competenza esclusiva dello Stato".


Per il capogruppo del Pd Raffaele Gallo, "la dichiarazione d’incostituzionalità votata dalla destra è per noi illegittima e strumentale. Il Piemonte ha perso l’occasione di dare voce alle tante persone che hanno chiesto alla politica di dare regole a un diritto già acquisito".
"Quanto accaduto - interviene la capogruppo M5s, Sarah Disabato - grida vendetta: il centrodestra con una goffa acrobazia normativa ha mandato al macero la proposta di legge. E l’ha fatto con un espediente per permettere alle forze di maggioranza di non doversi esporre". 



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