GRP, notizie del Piemonte sul canale 15
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Una serata umiliante per la Juventus eliminata anche in Coppa Italia, ai rigori, per mano dell’Empoli che occupa il terzultimo posto in classifica: fatali gli errori dal dischetto di Vlahovic e Yildiz. Ma non solo.  Qual è il problema della Juve? Cosa sta succedendo alla squadra? Cosa rischia adesso Thiago Motta? Chi sono i principali colpevoli? Sono tante le domande che si rincorrono dopo la disfatta nella Coppa nazionale. Allo stadio non sono mancati i fischi, i tifosi sono arrabbiati ma forse sarebbe più giusto dire sconcertati dalle prestazioni della squadra. Sfumata la Supercoppa vinta dal Milan, affondata in Champions League dal Psv Eindhoven vanificando così la qualificazione agli ottavi,  naufragata in Coppa Italia che restava l’ultimo obiettivo da centrare per mano di un piccolo ma grande Empoli. Una Juventus distratta, evanescente, senza idee, con troppi errori individuali. A conti fatti ci si domanda anche quale sia il rapporto tra l’allenatore e i giocatori. Va tutto bene? Thiago Motta, si sa, non le manda a dire, vedi le incomprensioni con Fagioli e Danilo, che hanno lasciato il club, la gestione di Vlahovic, la questione della fascia di capitano passata dal braccio di Gatti a quello dell’ex fuori rosa McKennie e l’utilizzo di Koopmeiners. "Vergogna. Provo vergogna per quello che abbiamo visto nel primo tempo e spero che anche i giocatori provino vergogna. Possiamo solo chiedere scusa". L’eliminazione pure dalla Coppa Italia pesa sul già fragile equilibrio di Thiago Motta. Il tecnico della Juventus, dopo il ko ai rigori con l’Empoli, non si fa sconti. "Possiamo sbagliare qualsiasi cosa ma non avere questo atteggiamento che nel primo tempo è stato vergognoso - le dure parole a caldo dell’allenatore bianconero -. Ho sbagliato io perché non ho fatto capire ai ragazzi l’importanza di questa partita e di vestire questa maglia. Non siamo in semifinale perché non l’abbiamo meritato". Motta non pensa che l’uscita ai quarti di Coppa Italia possa però avere ripercussioni psicologiche. "No, spero però che le critiche siano forti – ha sottolineato -. Il pubblico è stato anche fin troppo gentile con noi, visto il primo tempo che abbiamo fatto. Spero in una reazione di questi giocatori perché provo vergogna per quello che ho visto, soprattutto nel primo tempo. Le maggiori responsabilità sono mie. Abbiamo affrontato l’Empoli che ha anche tenuto a riposo chi ha giocato di più. Dobbiamo capire che dobbiamo meritarci tutti i giorni di stare qui dentro e di non pretendere delle cose senza dare. Abbiamo dimostrato di non poter pretendere niente. Abbiamo sbagliato l’unica cosa che non possiamo sbagliare in questo club che è l’atteggiamento. Abbiamo dato 20 palle al portiere, senza mai prenderci una responsabilità, senza mai andare avanti, guardando in basso e questo è inammissibile. Dobbiamo chiedere scusa ai tifosi, alla società e alla storia di questo club. "Abbiamo toccato il fondo", ha così concluso. Ma l’allenatore continua ad avere fiducia. Da dove si riparte? Dal dare tutto in campo, in allenamento, lavorare uno per l’altro, rispettando la storia di questo club. Un pensiero che adesso Thiago Motta deve far mettere in pratica. 

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