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Possibili sviluppi relativi al caso Caccia. Una pistola ritrovata lo scorso 24 settembre potrebbe riaprire il caso dell’omicidio del Procuratore di Torino Bruno Caccia ucciso da un commando della ’ndrangheta il 26 giugno 1983. Si tratta di un’arma, come viene riportato dai quotidinai, scoperta dal Gico della Guardia di Finanza nell’incavo di un mattone forato lungo un corridoio di uno stabile di Moncalieri (Torino). La prova dello sparo avrebbe generato risultanze investigative tali da ritenerla astrattamente compatibile con l’arma del delitto o meritevole di accertamenti ancora più approfonditi, che spetteranno alla procura di Milano, competente per le indagini sui magistrati di Torino, anche quando parti offese. Gli esiti degli esami verranno poi messi a confronto con gli esiti della consulenza balistica di Torino con quella effettuata 42 anni fa.