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Oggi è ripreso in tribunale a Torino il maxi processo riguardante gli scontri avvenuti durante i cortei del Primo Maggio del 2017 e del 2019. Testimoni della vicenda sono stati numerosi operatori della Digos. I 38 imputati sono accusati di essere legati o solidali con il movimento Askatasuna, i collettivi studenteschi, la Federazione anarchica italiana e il movimento No Tav.
Oltre ai reati di resistenza a pubblico ufficiale, la procura ha sollevato accuse per violenza privata. In particolare, i pm hanno ricostruito che durante il corteo del 2019, gli attivisti dello ’spezzone sociale’ tentarono di raggiungere la testa del corteo in via Po. In questo frangente, secondo le accuse, costrinsero i militanti del partito Sinistra Italiana-Leu a farsi da parte, per poi aggredire verbalmente e fisicamente quelli del Partito Democratico, utilizzando sputi, spintoni, schiaffi e calci.