Condividi:
Momenti di forte tensione nel tardo pomeriggio di lunedì all’interno della casa circondariale di Vercelli, dove un detenuto di origine marocchina ha dato vita a una violenta protesta. L’uomo, già sottoposto al regime previsto dall’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario, è riuscito a scardinare una struttura in ferro presente nella propria cella e a utilizzarla per aprire un varco nella parete, accedendo così alla sezione detentiva.
Una volta all’esterno della cella, il detenuto ha provocato ingenti danni, distruggendo i corpi illuminanti e le telecamere di videosorveglianza del reparto. Ha poi bloccato l’accesso alla sezione, posizionando davanti al cancello arredi come un tavolo e un biliardino, e rendendo ancora più pericoloso l’intervento del personale cospargendo il pavimento con una miscela di acqua e olio. A ricostruire l’accaduto è stata l’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, attraverso una nota.
Secondo quanto riferito dal sindacato, gli agenti sono intervenuti indossando equipaggiamento antisommossa, ma sono stati aggrediti dal detenuto, che ha colpito ripetutamente gli scudi con una sbarra di ferro. Solo al termine di un lungo e complesso corpo a corpo l’uomo è stato bloccato, quindi accompagnato in infermeria per ricevere le cure del caso e successivamente trasferito in isolamento.
Sull’episodio è intervenuto anche il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, che ha lanciato un nuovo allarme sulle condizioni dell’istituto vercellese. «Il carcere di Vercelli è ormai fuori controllo – ha dichiarato – con gravi criticità sia strutturali sia organizzative. La cronica carenza di personale, il degrado degli ambienti, la mancanza di riscaldamento e le continue infiltrazioni d’acqua rendono la struttura inadeguata a garantire sicurezza e condizioni di lavoro accettabili».