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Il paziente possiede i requisiti per accedere al suicidio medicalmente assistito, ma l’azienda sanitaria competente non darà seguito operativo alla procedura. È questa la decisione assunta dall’Asl To4 dopo aver esaminato la relazione conclusiva della commissione incaricata di valutare la richiesta presentata da un residente della provincia di Torino, che nel maggio scorso aveva chiesto di poter ricorrere al suicidio assistito.

Il documento redatto dalla commissione, anticipato nelle scorse ore dal Corriere della Sera, attesta la presenza di tutti i criteri indicati dalla Corte costituzionale nelle sentenze 242 del 2019 e 135 del 2024, che definiscono le condizioni per l’accesso alla pratica.

Nel recepire formalmente le conclusioni della commissione, il direttore generale dell’Asl To4, Luigi Vercellino, ha però precisato nella delibera ufficiale che, in mancanza di una normativa nazionale dettagliata, l’azienda sanitaria non fornirà, non prescriverà né metterà a disposizione farmaci o sostanze potenzialmente utilizzabili. Di conseguenza, l’Asl rimarrà esclusa da qualsiasi coinvolgimento diretto o indiretto nell’atto finale.

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