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I trasporti in Piemonte continuano a non avere pace. In questo caso parliamo di aumenti che sono limitati nei singoli importi, ma diventano più rilevanti se considerati nel tempo. Le tariffe dei trasporti regionali subiranno rincari compresi tra 10 e 50 centesimi sugli abbonamenti settimanali, tra 50 centesimi e 2 euro sui mensili e tra 4 e 18 euro sugli annuali. Ritocchi sono previsti anche per alcune corse singole sulle tratte a maggiore percorrenza chilometrica, con incrementi tra 10 e 20 centesimi. La decisione arriva dall’Agenzia della mobilità piemontese che ha deliberato l’adeguamento delle tariffe di treni regionali e autobus extraurbani in base all’andamento dell’inflazione. Le nuove tariffe entreranno in vigore dal 1° luglio. Se i singoli aumenti appaiono contenuti, l’effetto cumulativo degli ultimi sei anni porta il rincaro complessivo a circa il 20% se si fa un confronto con il 2020. Gli aumenti riguarderanno anche gli abbonamenti Formula, validi sui mezzi Gtt di Torino, sui vagoni di Trenitalia e sugli autobus dell’area metropolitana. Gli unici che scampano a questi aumenti sono i biglietti integrati cosiddetti A e B, che consentono un viaggio su Gtt e uno su Trenitalia entro la prima e la seconda cintura, confermati rispettivamente a 3,90 e 4,60 euro.
Alla base degli aumenti c’è una norma regionale del 2013 che consente all’Agenzia di applicare annualmente un incremento tariffario pari al 100% dell’inflazione programmata dal governo nell’anno precedente. Una possibilità, non un obbligo, rimasta congelata durante gli anni dell’amministrazione Chiamparino e attivata con la giunta Cirio. Per il 2025, l’aumento medio sarà dell’1,32%, con una forbice che va da un minimo dello 0 a un massimo del 2,7%, mentre negli anni precedenti si sono registrati incrementi anche del 5-6%.

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