Condividi:

Sono complessivamente diciassette le persone denunciate per resistenza e lesioni in relazione al tentativo di occupazione della stazione ferroviaria di Alessandria, avvenuto durante la manifestazione pro Pal dello scorso 2 ottobre. Le contestazioni sono scattate al termine degli accertamenti condotti dalla Questura sui fatti avvenuti nel corso della protesta.

Le notifiche dei provvedimenti, spiegano in una nota congiunta Laboratorio Sociale, Casa delle Donne Tfq, Coordinamento Studentesco, Adl Cobas e Arci, non hanno sorpreso gli attivisti. Secondo i firmatari del comunicato, le denunce si inseriscono in quello che definiscono un contesto di crescente stretta repressiva, attribuita alle politiche del governo Meloni in materia di sicurezza. «Quando un movimento mette in discussione l’ordine esistente, il potere reagisce colpendo chi si espone», scrivono, rivendicando apertamente le azioni messe in atto durante la manifestazione.

Nel testo, gli attivisti alessandrini ribadiscono le motivazioni della protesta, sostenendo che l’occupazione simbolica di spazi come stazioni e strade fosse «giusta e necessaria» per interrompere una normalità che, a loro dire, avrebbe contribuito al silenzio sulle sofferenze della popolazione di Gaza. Bloccare la circolazione di treni, merci e attività economiche viene descritto come un gesto politico volto a rompere l’indifferenza e a richiamare l’attenzione su quanto sta accadendo.

Tutti gli articoli