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Il Comune di Macugnaga si costituirà parte civile nel processo in corso a Verbania che vede imputato l’ex sindaco Alessandro Bonacci, 84 anni, accusato di frode processuale e depistaggio e, insieme ad altri due soggetti, anche di falso. La decisione è stata assunta dalla giudice Rosa Maria Fornelli che, al termine di oltre un’ora di camera di consiglio, ha accolto l’istanza presentata in apertura di udienza preliminare dall’avvocato Giovanni Zoppetti, in rappresentanza dell’ente.

Bonacci, arrestato per questa vicenda nel maggio del 2025, era presente in aula. Il suo difensore, l’avvocato Christian Ferretti, non ha optato per riti alternativi, chiedendo invece l’esame dell’imputato, fissato per il prossimo 5 maggio. Diversa la posizione degli altri due imputati: Massimo Frisa, referente della ditta edile incaricata dei lavori, ha scelto il rito abbreviato, mentre per Piero Polidori, comandante della polizia locale di Macugnaga, è stata avanzata richiesta di patteggiamento, sulla quale la Procura dovrà pronunciarsi.

Al centro del procedimento c’è una presunta ordinanza falsa che l’ex primo cittadino avrebbe redatto per giustificare il proprio operato davanti alla Procura nell’ambito di un altro procedimento penale, il cui dibattimento si è aperto lo scorso 14 gennaio. Quest’ultimo riguarda ipotetiche violazioni urbanistiche e ambientali legate ai lavori di ampliamento del sentiero di accesso al rifugio Zamboni-Zappa, nell’area del ghiacciaio del Belvedere, sul massiccio del Monte Rosa.

Sempre nella giornata odierna, al tribunale di Verbania, si è aperta anche l’udienza preliminare di un terzo processo che coinvolge Bonacci. In questo caso si tratta della realizzazione della pista per mountain bike al monte Moro, finanziata con fondi Interreg Italia-Svizzera e posta sotto sequestro nel maggio del 2023 per presunte irregolarità. Oltre ai profili penali, che vedono l’ex sindaco imputato insieme ad altre cinque persone per reati edilizi e ambientali, la vicenda riguarda finanziamenti pubblici per oltre un milione e mezzo di euro.

L’udienza è stata rinviata al 21 maggio a causa di un errore di notifica nei confronti di uno degli indagati. L’amministrazione comunale di Macugnaga, assistita dall’avvocata Giovanna Padulazzi, ha comunque già annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile anche in questo procedimento.

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