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Un avvocato è stato arrestato a Torino all’interno della sala colloqui del carcere, con l’accusa di aver introdotto e consegnato sostanze stupefacenti a un proprio assistito detenuto. L’intervento è stato eseguito dal personale della Polizia Penitenziaria durante un controllo.

Secondo quanto ricostruito, il legale sarebbe stato sorpreso mentre cedeva al detenuto quattro involucri contenenti, secondo le prime ipotesi, droga. L’episodio è avvenuto nella struttura penitenziaria torinese e ha portato all’immediato arresto dell’uomo.

Sulla vicenda è intervenuto il sindacato Osapp, che ha espresso apprezzamento per l’operato degli agenti, denunciando al tempo stesso una situazione di costante emergenza legata all’ingresso di sostanze stupefacenti e al lancio di telefoni cellulari dall’esterno verso il carcere.

Il sindacato ha inoltre ricordato di aver richiesto alla Prefettura di Torino un rafforzamento dei controlli lungo il perimetro dell’istituto, anche attraverso l’impiego di militari, oltre all’invio di un significativo numero di nuove unità di polizia penitenziaria per potenziare la sicurezza.

“Servono interventi urgenti e risorse adeguate per garantire legalità e sicurezza”, ha dichiarato il segretario generale dell’Osapp, sottolineando come la situazione nel carcere torinese sia da tempo considerata critica e fuori controllo.

Secondo le prime informazioni, l’arrestato è un avvocato di 56 anni, iscritto all’Ordine professionale di Torino e specializzato in diritto civile e di famiglia. Le indagini proseguono per chiarire l’origine e la destinazione della sostanza sequestrata.

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