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In un clima surreale con il derby fuori e dentro il campo, la Juventus chiude il campionato con un pareggio che sa di occasione persa, una delle tante di questa stagione. Per Locatelli e compagni l’addio alla Champions: sarà Europa League. La stracittadina finisce 2-2: bianconeri avanti 0-2, grazie alla doppietta di Vlahovic, poi raggiunti nel finale da un Torino più vivo e affamato. Un copione già visto. E dire che la squadra di Spalletti aveva iniziato con un approccio deciso e qualità nelle giocate. Sembrava la giusta occasione per chiudere con una vittoria un’annata complicata. E invece no. Nella ripresa cambia tutto. Il Torino cresce, spinto dal pubblico. Juventus: calo fisico e mentale, cambi che non incidono, il mix perfetto per riaprire una partita che i bianconeri avevano in mano. E infatti i granata rimontano, trovano il 2-2 e fanno esplodere lo stadio. Per la Juventus, l’ennesima beffa negli ultimi minuti. Un finale che racconta di una stagione da montagne russe, continuità mai trovata, troppi punti lasciati per strada e una fragilità nei momenti decisivi sempre lì, dietro l’angolo. Spalletti lo sa, e nel dopo gara non si nasconde. “Quando si crea l’aspettativa, è il modo per fare un fallito. Senza i soldi della Champions dovremo fare un mercato di livello. Servirà il consenso di Elkann per provare a costruire una squadra più forte. Succederanno tante cose, e io voglio metterci bocca. Non voglio passare altre notti senza vita perché non ho dato gioie ai tifosi: è una mortificazione.”- l’amaro sfogo dell’ex ct della Nazionale. Messaggio chiarissimo. La società dovrà decidere come ripartire, quali uomini confermare, quali profili cercare. Serviranno giocatori con qualità, certo, ma soprattutto con personalità, quella che troppo spesso è mancata. Adesso si apre il capitolo più delicato: il futuro: mercato, scelte tecniche, identità da ricostruire. La Juventus deve ripartire. E deve farlo in fretta.