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E’ stata confermata dalla Corte di assise di appello, a Torino, la condanna all’ergastolo per Abdelkader Ben Alaya, il 49enne di origine tunisina che il 23 settembre del 2024, in un alloggio nel capoluogo piemontese, uccise con una coltellata al petto la moglie, Roua Nabi, di 34 anni.
Rispetto alla sentenza di primo grado è stata però eliminata la misura dell’isolamento diurno per quattro mesi. L’avvocato difensore, aveva chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche, ma senza esito. "Questo - ha sottolineato - non è un omicidio premeditato. E’ successo tutto all’improvviso durante una discussione. Il mio assistito non si è dato alla fuga: è uscito di casa e ha raggiunto una stazione dei carabinieri per consegnarsi, trovandola chiusa dopo l’ora tarda; quindi ha fermato una pattuglia della polizia municipale di passaggio. E in carcere, oggi, sta facendo del suo meglio per lavorare e provvedere come gli è possibile alle necessità dei figli".
Queste le parole della difesa. L’uomo era sottoposto al divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico; l’apparecchio, per ragioni che non sono mai state completamente chiarite, quel giorno non scattò. L’avvocato parte civile per la madre della vittima, ha annunciato che intende avviare una causa contro il ministero della giustizia.
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