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La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha confermato la condanna all’ergastolo nei confronti di Abdelkader Ben Alaya, 49 anni, accusato dell’omicidio della moglie Roua Nabi, avvenuto il 23 settembre 2024 in un appartamento del capoluogo piemontese. Rispetto alla sentenza di primo grado, i giudici hanno però escluso la misura dell’isolamento diurno per quattro mesi.
Secondo quanto ricostruito, la donna fu uccisa con una coltellata al petto al termine di una lite. L’uomo era sottoposto a divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, che tuttavia quel giorno non avrebbe attivato l’allarme per motivi mai chiariti in modo definitivo.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Sheila Foti, aveva chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche sostenendo l’assenza di premeditazione e una dinamica improvvisa del gesto. Il legale ha inoltre riferito che l’imputato, dopo i fatti, non si sarebbe dato alla fuga, cercando invece di costituirsi presso una caserma dei carabinieri e, successivamente, fermando una pattuglia della polizia municipale. In carcere, ha aggiunto la difesa, l’uomo starebbe lavorando per contribuire al sostegno dei figli.
Parte civile nel procedimento è l’avvocato Stefania Agagliate, che assiste la madre della vittima e ha annunciato l’intenzione di valutare un’azione legale nei confronti del Ministero della Giustizia in relazione al presunto malfunzionamento del dispositivo elettronico di controllo.
La sentenza chiude il giudizio d’appello confermando la massima pena, mentre resta aperto il fronte delle responsabilità legate all’efficacia delle misure di prevenzione.