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Si è concluso davanti all’Ufficio scolastico regionale il corteo contro la riforma degli istituti tecnici e professionali. Circa mille persone - tra studenti, docenti e sindacati - hanno sfilato tra piazza Arbarello e corso Galileo Ferraris per poi radunarsi davanti all’Ufficio di corso Vittorio Emanuele. Quella torinese è solo una delle 50 manifestazioni organizzate (a livello nazionale) per la difesa dell’istruzione tecnica, pensate contro la “riforma Bernini e Valditara”. «Questa riforma va bloccata, va ritirata e non ci fermeremo con le modalità che stiamo adottando», spiegano i manifestanti, mentre spuntano cartelli che recitano "riforma tecnica", "azienda" e "alternanza scuola-lavoro". Sotto accusa anche le prospettive di riarmo e leva. «Oggi si parla di reintroduzione della leva militare - aggiungono - Ci stiamo mobilitando anche per questo a livello internazionale contro un futuro di riarmo e di guerra, guerra che non ci appartiene». Massiccio il dispiegamento delle forze dell’ordine, che hanno presidiato l’intero percorso e interdetto il traffico nelle vie interessate. La manifestazione si è svolta comunque pacificamente e non si sono registrati momenti di tensione.
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