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Piemonte e Liguria, due regioni in futuro sempre più vicine, almeno dal punto di vista ferroviario. E’ stato abbattuto il diaframma sul secondo binario, in direzione nord, della tratta Castagnola-Vallemme, nell’Alessandrino. Si è arrivati così alla fine del completamento di uno dei tratti più complessi di scavo del Terzo Valico, la linea ad alta velocità tra Genova-Tortona e Milano. La realizzazione del tratto, lungo circa 2,8 chilometri per ciascun binario, si è svolta in condizioni geofisiche particolarmente difficili, anche a causa della presenza di gas naturale. Una situazione che ha richiesto l’impiego di soluzioni tecnologiche avanzate e l’applicazione di rigorose procedure operative per garantire la sicurezza di operai e tecnici pur non interrompendo le attività di scavo.
Nel cantiere dunque si festeggia, la cerimonia di Vallemme è stata però anche l’occasione per confermare una notizia ancora mai ufficializzata;  il cantiere non finirà nel 2026 per entrare in esercizio l’anno successivo come previsto inizialmente.  Il traguardo è ancora una volta rimandato di un anno. E anche sul 2028 il commissario straordinario dell’opera Calogero Mauceri. Resta comunque cauto. In ogni caso sono stati messi al riparo i fondi PNRR per i quali si doveva concludere i lavori a metà di quest’anno. Si tratta di  3 miliardi di euro su oltre 10 del costo dell’intera opera. Ad oggi, gli scavi del Terzo Valico superano gli 83 chilometri di gallerie già realizzati su un totale di circa 86,9 raggiungendo il 96% degli scavi in galleria sul totale del tracciato.
Il Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi – Nodo di Genova si inserisce nel Corridoio europeo Reno-Alpi della rete TEN-T. L’opera consentirà una sensibile riduzione dei tempi di percorrenza tra Genova e Milano, portandoli a circa un’ora, oltre a incrementare la capacità e l’affidabilità del trasporto ferroviario, in particolare per il traffico merci. 

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