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A un mese dalle dimissioni dall’ospedale Molinette di Torino, prende una nuova direzione l’inchiesta sul ferimento di Marco Basoccu. Il tifoso della Juventus contuso violentemente al capo prima del derby di Torino dello scorso 24 maggio fuori dallo Stadio Olimpico Grande Torino. La procura ha chiesto gli arresti domiciliari nei confronti di un agente del reparto mobile che - stando alle prime ricostruzioni - avrebbe colpito il trentaseienne con un lacrimogeno sparato ad altezza uomo. “Il ferimento - scrive il procuratore di Torino Giovanni Bombardieri - è legato all’esplosione di un lacrimogeno lanciato, in maniera non conforme alle modalità previste, dall’operatore della polizia di Stato incurante delle possibili gravissime conseguenze […] All’individuazione del poliziotto indagato”, aggiunge “Si è giunti “attraverso l’analisi di un’enorme mole di immagini, acquisite da impianti di videosorveglianza pubblica e privata nonché da droni utilizzati per finalità di ordine pubblico”. Commozione e cauta speranza da parte della famiglia Basoccu. “Dentro di me ero certo”, le parole del padre all’agenzia ANSA. E ancora: “Ho avuto il piacere di sapere che la giustizia ha fatto il suo corso”, ha aggiunto l’uomo. Venerdì mattina l’agente si è presentato davanti al gip del Tribunale di Torino per sottoporsi all’interrogatorio preventivo. "Nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva, abbiamo fiducia negli inquirenti", commenta il sindacato SIULP. Attesa nei prossimi giorni la decisione del gip.