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Tra tutti gli epiloghi che ci si potevano aspettare, si è arrivati al peggiore. Italiana Costruzioni Infrastrutture va verso il fallimento, dopo che il Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile il piano di rientro presentato dall’azienda incaricata di realizzare il prolungamento della Linea 1 della metropolitana di Torino. L’impresa romana sarà dunque messa in liquidazione, mentre i cantieri da Fermi a Cascine Vica rischiano di rimanere bloccati. La società appaltatrice Infra.To del Comune di Torino discuterà ora di come procedere nel consiglio di amministrazione straordinario convocato per il prossimo 10 luglio, quando si valuterà se rescindere subito il contratto oppure attendere il liquidatore. È probabile dunque che servirà una nuova gara, ed è qui che scatta la beffa: oltre ai tempi più lunghi, bisognerà mettere sul piatto circa 30 milioni di euro in più per i costi lievitati dal 2019 a oggi. E sul blocco dei lavori i sindaci di Rivoli, Collegno e Grugliasco prendono posizione dopo la decisione del tribunale fallimentare di Roma. "Il fallimento di Ici non è una colpa del governo, ma sicuramente è tempo che il ministro Salvini e la presidente Meloni se ne assumano la responsabilità e stanzino i 30 milioni che servono per concludere l’opera.
Abbiamo bisogno - proseguono Matteo Cavallone, Alessandro Errigo ed Emanuele Gaito - che il Governo si prenda la responsabilità di questo cantiere e stanzi le risorse che mancano per poter riassegnare la gara. Non è un’accusa ma una richiesta di attenzione nazionale su un’opera in grande difficoltà a causa di un’impresa che non è riuscita a mantenere la propria stabilità finanziaria, economica e produttiva durante tutto il lungo periodo di lavori. Sarebbe una follia da parte del Governo fermare un’opera da oltre 200 milioni di euro per un ammanco di 30 milioni".