Condividi:
La seconda Commissione del Consiglio regionale del Piemonte ha dato a maggioranza parere preventivo favorevole ai criteri definiti dalla Giunta per l’espropriazione per pubblica utilità di alloggi in condizioni di degrado e collegati a condotte illecite dei proprietari. La misura, illustrata dall’assessore Maurizio Marrone e prevista dalla normativa regionale sull’edilizia sociale, punta a recuperare immobili inutilizzati o in cattivo stato per destinarli a finalità abitative pubbliche.
L’esproprio potrà essere disposto soltanto in presenza di precise condizioni. Innanzitutto dovrà esserci una sentenza o un decreto definitivo di condanna del proprietario per uno dei reati contemplati dalla legge, tra cui l’autoriciclaggio. Dovrà inoltre essere dimostrato il legame tra il reato e l’immobile, mentre il Comune dovrà certificare le precarie condizioni di conservazione dell’alloggio.
L’obiettivo dichiarato è intervenire sulle situazioni in cui il degrado abitativo si intreccia con condotte criminali, recuperando gli immobili e mettendoli a disposizione dell’edilizia sociale.
La gestione delle procedure sarà affidata alle Agenzie territoriali per la casa (Atc) competenti per territorio. Al termine dell’eventuale esproprio saranno proprio le Atc ad acquisire la proprietà degli alloggi, con l’obiettivo di procedere successivamente al loro recupero e alla destinazione abitativa.
Prima di avviare l’iter, tuttavia, dovranno essere effettuate alcune valutazioni preliminari. In particolare, dovranno essere verificati il fabbisogno abitativo della zona e la sostenibilità economica dell’operazione, considerando sia l’indennizzo spettante al proprietario sia le spese necessarie per la ristrutturazione dell’immobile.