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Anno nuovo, tariffe nuove e al rialzo. Dal primo gennaio viaggiare in autostrada costa di più anche per i piemontesi. Dopo la dichiarazione di incostituzionalità del blocco degli aumenti, da parte dei giudici della Corte costituzionale nell’ottobre scorso, i pedaggi autostradali nel 2026 costano in media circa l’1,5% in più rispetto allo scorso anno. Si tratta di un adeguamento tariffario in relazione all’inflazione che riguarda gran parte delle autostrade italiane, ma non la totalità. In Piemonte fanno eccezione il tratto piemontese della A5 tra Quincinetto e Torino, la bretella Ivrea-Santhià e la tangenziale di Torino, che per il momento mantengono le tariffe invariate. Una parziale boccata d’ossigeno per chi si muove prevalentemente su queste direttrici.
Non la scampano invece gli automobilisti che percorrono la A4 Torino - Milano, gestita da Satap S.p.A: la variazione qui è pari a 1,5%. Lo stesso adeguamento interessa anche l’A6 Torino-Savona, gestita da Società Autostrada dei Fiori S.p.A e la A32, l’Autostrada del Frejus Torino-Bardonecchia, gestita da SITAF S.p.A. C’è poi la "beffa" della Asti-Cuneo. L’autostrada è stata terminata e inaugurata il 28 dicembre, dopo 30 anni di lavori. E appena tre giorni dopo, sono scattati gli aumenti: anche in questo caso dell’1,5% anche se nel tratto tra Alba Ovest e Cherasco non si pagherà fino ad aprile. Oltre all’adeguamento, disposto con una nota dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si segnala che ulteriori e possibili variazioni sul pedaggio finale potrebbero derivare dall’arrotondamento unico per eccesso/difetto ai 10 centesimi di euro, come previsto dal decreto interministeriale del 12 novembre 2001.
La variazione di prezzo però non riguarda solamente i pedaggi. Chi si mette in macchina nel 2026 deve fronteggiare nuovi tariffari per quanto riguarda i carburanti. È scattato infatti dal primo gennaio 2026 il riallineamento delle accise. Nella fattispecie si tratta di una “riduzione dell’accisa sulla benzina nella misura di 4,05 centesimi di euro per litro e un aumento, dello stesso valore, dell’accisa applicata al gasolio". Questo significa, secondo il Codacons, che il pieno di gasolio da 50 litri è arrivato a costare circa 2,5 euro in più.
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