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Prima le foto ai piedi, poi un vero e proprio sfruttamento della prostituzione. Così, almeno, ha stabilito il tribunale di Torino nella sentenza con cui ha condannato un uomo residente nell’hinterland, italiano, a cinque anni e quattro mesi di reclusione. Tutto è cominciato come un "gioco di coppia" tra fidanzati quando lui le ha chiesto se poteva farle delle foto ai piedi e magari condividerle con qualche conoscente che le avesse chieste. In aula ha testimoniato la donna, una 34 enne, anche lei italiana, di professione impiegata. "All’inizio gli ho chiesto se fosse impazzito", ha raccontato lei. "Non mi sembrava una cosa tanto normale", ha proseguito l’impiegata. "Ma lui è un manipolatore, insisteva, diceva che avrebbe mandato le immagini solo a chi le chiedeva. Dopo qualche tempo ha detto che quegli uomini erano interessati a incontrarmi di persona. Quando mi rifiutavo partivano gli insulti, le pressioni psicologiche, le minacce di mostrare le foto alla mia famiglia. Una volta sul citofono della casa di mamma ha attaccato un post it con una frase infamante", ha ancora raccontato la 34enne. Aveva smesso di vederlo nel maggio del 2022 andandosene in un altra città ma lui aveva continuato a tempestarla di messaggi. La 34enne ne conterà circa 2000, l’ultimo ancor ad agosto 2025. La donna ha detto di non avere denunciato l’accaduto per "paura". La vicenda è emersa, in effetti, quando un giovane (oggi parte civile con l’avvocato) si è rivolto alle forze dell’ordine affermando di essere stato ricattato dall’imputato per un video in cui compariva insieme alla trentaquattrenne. La condanna è stata inflitta per sfruttamento della prostituzione e anche per estorsione. "Il mio assistito - ha commentato l’avvocato nominato legale di ufficio - non si è presentato in aula e non ha fornito la sua versione. Leggerò le motivazioni della sentenza e, nel suo interesse, farò in modo di contattarlo per il ricorso in appello. Ero e resto convinto che la vicenda presenta diversi aspetti da chiarire". 

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