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Dopo la guerriglia urbana di sabato a Torino, durante il corteo per Askatasuna, si va ora verso la stretta con il Decreto sicurezza. Gli scontri intanto infiammano il dibattito politico. Arriva la condanna trasversale alle violenze con la solidarietà di tutte le cariche istituzionali. La premier ha commentato: "È tentato omicidio, i magistrati non esitino. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta". Giorgia Meloni che ha fatto visita alle Molinette all’agente aggredito da un gruppo di dimostranti. Intanto, da quanto emerge, per martedì è in programma l’informativa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi proprio sugli scontri di corso Regina Margherita. La maggioranza si unisce compatta in difesa delle forze dell’ordine.
"Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve", ha attaccato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, assicurando che "devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse". Il vicepremier Matteo Salvini si associa alle parole di Meloni: "Ho letto che, grazie anche al Decreto sicurezza voluto dalla Lega, è stato arrestato in differita uno dei delinquenti. Però conto che gli venga contestato quantomeno il tentato omicidio, non le lesioni". Anche Elly Schlein, segretaria del Pd, ha condannato da subito i fatti di Torino. "Sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile", ha detto la leader dem, esprimendo solidarietà alla Polizia. " Schlein che ha chiamato la permier Meloni, invitando durante il colloquio telefonico a "non strumentalizzare" l’accaduto e sottolineando che "le forze dell’ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte". La polemica politica ha investito anche il Comune di Torino. Il sindaco, Stefano Lo Russo, ha ricevuto da Giorgia Meloni "la piena solidarietà alla Città da parte del governo”, ma è stato attaccato da Forza Italia che lo ha esortato a cacciare dalla maggioranza Avs per la presunta contiguità con Askatasuna. Lo Russo, che conferma che la città "si costituirà parte civile per il risarcimento dei danni materiali e morali e anche a sostegno delle forze dell’ordine coinvolte negli scontri" . Un attacco premeditato alla città e allo Stato, le parole del presidente della Regione Alberto Cirio: "Askatasuna vuol dire libertà solo nell’etimologia basca, ma a Torino Askatasuna vuol dire delinquenza, non rispetto della legalità e impossibilità di qualsiasi convivenza con la comunità democratica.
In piazza a Torino c’erano esponenti di Alleanza Verdi Sinistra, che ribadiscono la necessità del dialogo con Askatasuna e come non si possa ignorare la grande mobilitazione popolare di una manifestazione in gran parte pacifica: "Le immagini di quel poliziotto a terra ci fanno ribrezzo, è una violenza che non avremmo mai voluto vedere, ma chi confonde quelle violenze è in malafede", spiega la consigliera regionale Alice Ravinale. Sono arrivate anche le dichiarazioni dell’Arcivescovo di Torino: “Torino non é una città violenta, è una grande capitale della carità e della solidarietà sociale: non può accettare di essere sfigurata in questa sua identità, di essere così manipolata dai cultori della violenza; contemporaneamente - aggiunge il cardinale Roberto Repole - dobbiamo affrontare le radici delle sofferenze del nostro tempo, non confondendo le frange violente con le migliaia di persone che manifestano pacificamente.

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